Tajarin con ragù di fegatini (di pollo), salsiccia e porri

Ogni volta mi riprometto di essere costante e poi….

Ma questa volta ho raccolto tutte le mie ricette (quelle che la volta scorsa dicevo che al ristorante erano state un successo) e, seppur con ritmi meno incalzanti di qualche anno fa, riparto sul serio. E riparto con un primo piatto tipicamente piemontese ma con qualche rivisitazione per “alleggerirne” un po’ il gusto.

I tajarin sono infatti una pasta all’uovo tipicamente piemontese, da secoli conosciuti nella zona delle Langhe e del Monferrato. L’utilizzo di fegatini e delle interiora in genere è abitudine tipica della tradizione contadina, secondo la quale dell’animale da cortile non si buttava via niente.

In questa  ricetta ho apportato alcune piccole modifiche per rendere il gusto meno forte e più piacevole anche per chi non ama il quinto quarto, aggiungendo della salsiccia e utilizzando esclusivamente i porri per il soffritto. Ma veniamo a noi…

 

Tempo di preparazione: 10 minuti + 2 ore di cottura

Difficoltà: facile

Tajarin al ragù di fegatini, salsiccia e porri

Ingredienti (per 4 persone):

400 gr. di tajarin all’uovo

200 gr. di fegatini di pollo

200  gr. di salsiccia

400 gr. di porri

150 gr. di burro

80 gr. di olio

1 bicchiere di vino bianco secco

sale q.b.

pepe q.b.

1 rametto di salvia

acqua q.b.

 

Preparazione:

Tritate i porri finemente e teneteli da parte; pulite i fegatini eliminando la vescicetta del fiele e il grasso, quindi, a coltello, batteteli, fino ad ottenere un trito omogeneo e fine (i pezzetti dovranno avere dimensioni di circa 3/4 mm) e teneteli da parte; sbudellate la salsiccia e sminuzzatela, quindi tenetela da parte.

I un tegame molto capiente, su fuoco vivace, ponete l’olio e il burro. Quando quest’ultimo sarà sciolto, aggiungete i porri e la salvia e fateli soffriggere. Quando siano dorati, aggiungete prima i fegatini, quindi la salsiccia e fate rosolare bene il tutto, mescolando di tanto in tanto.

A rosolatura ultimata, bagnate con il vino e lasciate evaporare, quindi coprite di acqua, mettete il coperchio e abbassate la fiamma al minimo. Portate lentamente a cottura (ci vorranno un paio d’ore perchè i sapori si fondano), quindi lasciate intiepidire e aggiustate di sale a pepe.

A parte cuocete i tajarin (normalmente hanno un paio di minuti di cottura), scolateli e mantecateli con il sugo e una noce di burro, quindi servite caldo. Buon appetito!

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Tajarin al tartufo bianco d’Alba

Oggi non sono qui a proporvi ricette complicate o pretenziose ma per esaltare al massimo uno dei prodotti della nostra terra piemontese: il tartufo bianco.

Il tartufo…oggetto di discordia; i più lo considerano una fonte di estasi per i palato..i detrattori sostengono che è come mangiare un pezzo di polistirolo all’odore di metano…ed è a loro che io dico che non capiscono nulla!!!!

Personalmente lo posiziono nella top 10 degli alimenti evergreen; anche se in realtà non lo si può definire un “alimento” nel senso proprio del termine perchè, si, è vero che è un tubero commestibile ma chi di noi si sognerebbe mai di mangiarlo così, nudo e crudo? In realtà l’ho fatto una volta, da bambina, mettendomi in bocca un tartufo intero e lasciando mia madre senza parole…questa è negli annali della mia fgamiglia. Comunque il tartufo è prima di tutto un profumo…si, perchè io non smetterei mai di sniffarlo..ci passerei delle ore…è uno dei pochi profumi che riesce a farmi venire il salivino senza bisogno di mangiare nulla…una delizia insomma.

 

Ma bando agli indugi..torniamo all’argomento principe dell’articolo: i tajarin, la morte del tartufo per eccellenza. Quelle tagliatelle sottilissime, quasi capelli d’angelo, fatti con tante uova, gialli, giallissimi. E quale condimento se non un po’ di burro per esaltare al massimo la semplicità del piatto e il suo Re, il tartufo? Vediamo come procedere:

Tempo di preparazione: 10 minuti

Difficoltà: facile

Ingredienti (x 4 persone):

400 gr di tajarin all’uovo (si possono comprare ma il procedimento per realizzarli è quello della classica pasta all’uovo e lo trovate qui)

1 tartufo bianco da 35/40 gr

100 gr di burro

sale grosso

 

Procedimento:

Pulite accuratamente il tartufo con uno spazzolino dalle setole morbide e un panno morbido.

Portate ad ebollizione abbondante acqua salata, quindi cuocetevi i tajarin (4-5 minuti sono sufficienti). Nel frattempo fate fondere il burro in un tegame abbastanza capiente da contenere la pasta. Una volta scolata la pasta, conditela con il burro fuso. Servite con un’abbondante grattata di tartufo e buon appetito!

Con questa ricetta partecipo a :

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