#e tu di che TORINO sei?

Quest’oggi non intendo inserire ricette ma solo un paio di anteprime. Perchè? Perchè voglio che prima di leggere e sperimentare, assaggiate in prima persona queste preparazioni, che avrete modo di degustare prestissimo!!!

Ma andiamo con ordine…di cosa sto farneticando questa volta?

Di una meravigliosa iniziativa del Birrificio Torino, organizzata in collaborazione con Turismo Torino e Provincia, GTT – Torino CitysightseeingEDT-Extratorino, oltre che con la collaborazione tecnico-pratica mia (e del mio alter ego alcolico, Fabio, metà di questo blog) e di Ambra, per quanto riguarda la parte food.

Sto parlando dell’anteprima del contest “#e tu di che TORINO sei?”, pubblicizzata tramite Gnammo. Giovedì 30 maggio, alle ore 19.30, partirà un tour in cinque tappe dei luoghi significativi del centro storico di Torino; ad ogni tappa, una degustazione di birra e tapas ad hoc, allieterà tutti i partecipanti.

Per approfondire tutti i particolari e per iscrivervi cliccate qui e vi si svelerà un mondo, menu compreso! Ed ora qualche foto, tanto per stuzzicare il vostro palato…ovviamente vi aspetto!!!!

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La mia “Ricetta Spontanea”

Potevo mai pensare di non partecipare al contest “Ricette Spontanee” indetto dalla mia amica Ambra, in collaborazione con Juri Chiotti, chef e gestore del Rifugio Meira Garneri, nella splendida Val Varaita? Assolutamente no, così mi sono messa a “progettare”, giusto per non complicarmi troppo la vita, la ricetta che presento in questo post.

Regola principale del contest era utilizzare e rendere protagoniste della ricetta le erbe spontanee che dovevano essere raccolte di persone e non comprate dal contadino del mercato. Qui è sorto il primo problema “tecnico” perchè non posso dirmi una grande esperta di erbe spontanee, così mi sono messa a studiare per capire qualcosa di più. Il risultato si è fatto attendere un bel po’, visto che pubblico la ricetta a poche ore dalla scadenza ma ho voluto fare le cose al meglio, andando a raccogliere erbe nelle nostre Valli di Lanzo.

Ora preferisco far parlare le foto e la ricetta…a voi il giudizio! Ah, dimenticavo…con la ricetta, a breve, ci sarà anche un abbinamento ad hoc, ovviamente cercando di rispettare al massimo anche la territorialità, fatto da Fabio, la voce “alcolica” del blog.

Cialda di riso Carnaroli e timo selvatico con trota salmonata croccante e misticanza di erbe e fiori di campo

Tempo di preparazione: non specificabile poichè dipendente da molte variabili

Difficoltà: media

Ingredienti (x 4 persone):

Per la cialda di riso e timo selvatico

200 gr di riso Carnaroli (la scelta ricade qui perchè contiene molto amido)

5/6 rametti di timo selvatico

olio extravergine d’oliva q.b.

sale q.b.

Per la trota salmonata

2 filetti di trota salmonata

farina di mais q.b.

1 noce di burro

Per la misticanza di erbe e fiori di campo

fiori di campo misti

silene

melissa

sale q.b.

olio extravergine d’oliva q.b.

 

Procedimento:

Per la cialda di riso

Fate lessare il riso in abbondante acqua salata per 18/20 minuti. Nel frattempo pulite il timo, staccando fiori e foglie dai rametti e tenendoli da parte. Scolate il riso, conservando un bicchiere dell’acqua di cottura, quindi frullate il tutto fino ad ottenere una crema non troppo densa. Accendete il forno ventilato a 60°C, disponete la crema su una leccarda da forno oleata, facendo uno strato sottile, quindi lasciate essiccare nel forno per circa 4/5 ore o comunque fino a che si formerà una lastra molto croccante. A questo punto scaldate abbondante olio in un tegame ampio e fate friggere la cialda di riso per qualche minuto, fino a che si gonfierà, prendendo volume.

Per la trota salmonata

Pulite bene i filetti, spinandoli accuratamente e lavandoli con acqua fredda. Tamponateli con carta da cucina per asciugarli, quindi tagliateli fino ad ottenere un rettangolo regolare nella parte centrale, più carnosa, di ogni filetto. Tagliate a tocchetti che poi passerete nella farina di mais, creando una panatura molto leggera. Fate scaldare un tegame con il burro, quindi friggete i tocchetti di trota per 45 secondi dalla parte della pelle e per 15 secondi su tutti gli altri lati. Ponete su carta da cucina, per eliminare il burro in eccesso, quindi mantenete in caldo.

Per la misticanza

Pulite bene le erbe e i fiori che avete raccolto, avendo cura di staccare le corolle e le singole foglie o le cimette dal resto, così da tenere solo la parte più tenera. Condite leggermente con sale e olio d’oliva.

Montaggio del piatto

In un piatto ponete la cialda di riso sulla quale adagerete i tocchetti di trota salmonata (che salerete appena prima di servire) e la misticanza. Servire caldo. Buon appetito!

 

Un abbinamento Divino

WOW! Che bel piatto. Qui possiamo realmente sbizzarrirci nel parlare di un connubio di profumi e sapori legati alla natura.

Un piatto così, pur semplice all’apparenza, ha alle spalle un lungo lavoro, sia per quanto riguarda la ricerca delle materie prime (le erbe spontanee e i fiori di campo raccolti nelle Valli di Lanzo e la trota salmonata pescata al Lago 3 Pais in Val di Susa), sia per la preparazione creata da Silvia, che valorizzano al massimo i prodotti del nostro territorio.

Le sensazioni eleganti di questo piatto mi portano a consigliarvi uno splendido Arneis, che adoro. Si tratta del Roero Arneis d.o.c.g. Pescaja, che nella sua eleganza completa questo piatto.

Con questa ricetta partecipo a

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Ravioloni patate e porri e il primo abbinamento (Di)vino

Eccomi di nuovo a voi e questa volta non sono da sola! No, perchè oggi inizia ufficialmente la collaborazione di cui vi ho parlato qui. Ci è voluto un po’ di tempo per organizzare le cose al meglio ma alla fine eccoci qui, insieme, a creare nuove suggestioni enogastronomiche.

Per iniziare al meglio la scelta è ricaduta su un primo piatto, ovviamente di pasta fatta in casa, ovviamente con prodotti stagionali e poveri. Parliamo di pasta all’uovo, patate, porri e parmigiano. Insomma, di ingredienti che tutti noi possiamo facilmente reperire e che, miscelati con la giusta perizia, daranno vita ad una pasta ripiena a dir poco sensazionale.

I sapori che si fondono in bocca sono perfettamente bilanciati tra loro, il porro perde parte  del suo sapore forte mentre brasa, conferendo all’insieme quella marcia in più. I sapori speziati che derivano da noce moscata e pepe poi rendono tutto talmente profumato ed intenso che è assolutamente impossibile resistere; Note di testa date dal timo, che rende delicato il tutto, dando vita ad un piatto con un aroma piacevolmente fresco e leggero.

Sulla base di queste sensazioni olfattive e gustative Fabio, il mio alter ego per quanto riguarda i vini, ha deciso il suo abbinamento (di)vino, consigliato per creare la migliore suggestione sensoriale possibile.

Ora però veniamo alla ricetta e all’abbinamento di questa settimana.

 

Tempo di preparazione:  30 minuti + 1 ora di riposo

Difficoltà: media

Ingredienti (x 4 persone):

Per la pasta

300 gr di farina di grano tenero 00

3 uova

1 cucchiaio di olio

1/2 cucchiaino di sale

1 cucchiaio di acqua secondo occorrenza

Per il ripieno

250 gr di patate lessate e schiacciate

50 gr di porri brasati e tritati

100 gr di parmigiano reggiano

1 pizzico di noce moscata

timo fresco a piacere

sale q.b.

pepe q.b.

Per il condimento

150 gr di burro

120 gr di parmigiano reggiano

 

Procedimento:

 

Preparate la pasta. Setacciate la farina sul piano di lavoro, fate la fontana, aggiungetevi al centro le uova, l’olio e il sale.

Sbattete gli ingredienti usando una forchetta, quindi incorporatevi un po’ di farina dal bordo. Con un movimento circolare incorporate sempre più farina dal bordo fino al formarsi di un impasto denso.

Con entrambe le mani distribuite la farina del bordo uniformemente sopra l’impasto, operando dall’esterno verso l’interno, quindi incorporatela uniformemente. Se l’operazione dovesse risultare difficoltosa incorporate un po’ d’acqua.

Ripiegate la pasta e impastatela energicamente col palmo della mano. Proseguite fino al formarsi di un impasto liscio e compatto. Copritelo con la pellicola trasparente e fatelo riposare fuori frigo per 1 ora.

Preparate il ripieno. Amalgamate tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto omogeneo. Regolate di sale e di pepe e tenete da parte.

Terminata l’ora di riposo, prendete un pezzo della pasta precedentemente preparata e tiratela ad uno spessore di circa 2 mm. Tagliate quindi delle strisce di circa 10 cm di larghezza e ponete un cucchiaino dell’amalgama di porri e patate ad intervalli regolari al centro dell’impasto. Ripiegate la pasta su se stessa in modo da far combaciare i bordi, quindi premete delicatamente intorno alle palline del ripieno, fino a far fuoriuscire tutta l’aria, quindi premete bene per sigillare e tagliate con una rotella tagliapasta.

Sbollentate i ravioli per 3-4 minuti in acqua bollente salata e nel frattempo, in un tegame capiente, sciogliete il burro e fatelo dorare leggermente. Con l’aiuto di una schiumarola scolate i ravioloni, adagiateli nel tegame e fateli saltare per un paio di minuti.

Impiattate, spolverizzate con abbondante parmigiano reggiano e servite caldi. Buon appetito!

Un abbinamento Divino

Piatto semplice ma ricco di sentori, le cui spezie armonizzano i singoli elementi, indubbiamente il formaggio aumenterà la sapidità e il burro la succulenza. Sono questi i due elementi su cui abbinerei principalmente il vino che sarà bianco  fermo e con un certo carattere, uno chardonnay che non sia troppo giovane meglio se dell’anno non in corso. Lascerei che il reparto aromatico del piatto mantenesse la scena, con questo non andrei su chardonnay eccessivamente vanigliati o con sentori di  frutta matura  ma con bouquet floreali e sentori un po’ più minerali…..

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Provola affumicata alle nocciole e rosmarino

Ok, ce la posso fare..devo dire che ultimamente, tra gli impegni lavorativi e la pigrizia da cambio di stagione ho abbandonato il blog e in parte anche la cucina…mea culpa!! Ma prometto che mi rifarò nei prossimi giorni; ho una serie di ricettine facili e veloci da raccontarvi e, giuro, questa volta lo faccio davvero.

Mi piacerebbe iniziare con una ricetta facile e veloce ma sfiziosissima; una delle classiche ricette che salvano la cena quando, al ritorno dal lavoro, non abbiamo voglia di fare nulla, tanto meno di metterci ai fornelli. Ovviamente bisogna avere una passione per il formaggio ma, vi assicuro, rimarrete piacevolmente sorpresi all’assaggio. I sapori, pieni e ben equilibrati faranno andare in estasi le vostre papille gustative! Ma vediamo come realizzare questa ricetta.

Tempo di preparazione: 15 minuti + 6 minuti di cottura

Difficoltà: facile

Ingredienti (x 4 persone):

2 provolette affumicate da 250 gr circa

4 cucchiai di nocciole sgusciate e senza pellicola

1 cipolla rossa di Tropea piccola

4 cucchiai di aceto di vino bianco

6 cucchiai di olio extravergine di oliva

4 rametti di rosmarino

sale q.b.

pepe q.b.

 

Procedimento:

 

Foderate una teglia con un pezzo di carta da forno bagnato e strizzato, lasciandolo uscire dal bordo, quindi ungete il fondo con due cucchiai d’olio, usando un pennello.

Tagliate a metà, in verticale, le provolette, quindi mescolate in una ciotolina l’olio rimasto, l’aceto, poco sale e una generosa macinata di pepe (io uso quello di Giamaica, molto profumato e gradevole al gusto). Spennellate le mezze provole con il composto ottenuto, quindi ponetele nella teglia e praticatevi delle incisioni incrociate con un coltello.

Tostate per un minuto la nocciole in una padella antiaderente, quindi sminuzzatene 30 gr con un batticarne e distribuitele sul formaggio, insieme a quelle intere, ai rametti di rosmarino e alla cipolla tagliata a rondelle.

Infornate per 5 minuti a 230°C. Servite immediatamente. Buon appetito!

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E le Fernando Wine Dinner questa volta hanno il profumo del mare

E’ di nuovo tempo di parlare di Taste & Match, che da oggi prenderà il nome di Fernando Wine Dinner. Anche questa volta la formula è sempre la stessa: 8 vini, 8 piatti e tanto tanto divertimento.

Questa volta l’evento è organizzato nel ristorante Bontà d’Amare, di cui vi avevo parlato qui. Se avete una passione per il pesce e per il buon vino  e avete voglia di divertirvi non potete mancare a questa serata, quindi correte a prenotarvi!

Il tutto è stato organizzato dal mio oste preferito, Fernando e dallo staff tutto di Winexplorer, in collaborazione con il ristorante e con MyTable. Prenotarsi è facile. Basta andare qui e se poi volete uno sconto del 10% potrete averlo pagando on line qui!

E ora veniamo al mio abbinamento. In questo caso mi è stato assegnato un vino che non è così ovvio da abbinare al pesce, ovvero il Grignolino d’Asti Marchesi Incisa della Rocchetta, un vino delicato, dal color rosso rubino e dalle note floreali, di rosa e frutti rossi e con un finale leggermente speziato. Fresco, sapido e poco tannico in bocca, con la sua lieve acidità mi ha portata alla scelta di un pesce tipico dei nostri mari e con carni tendenzialmente grasse: lo sgombro.

Filetti di sgombro marinati al pepe di Schicuan, cipolle caramellate e riduzione di Grignolino

Tempo di preparazione: 30 minuti + 8 ore di riposo

Difficoltà: media

Ingredienti (x 4 persone):

4 sgmobri

500 gr di sale grosso marino

1kg di zucchero semolato

20 gr di pepe di Schicuan

2 cipolle rosse

1 bicchiere di Grignolino

 

Procedimento:

 

Pulite e sfilettate gli sgombri (o in alternativa chiedete al vostro pescivendolo di fiducia di farlo per voi). Preparate una miscela di sale e zucchero al 5o% (500 gr di ognuno dei due) e aggiungetevi il pepe. In un contenitore abbastanza ampio da contenere tutti i filetti di sgombro, create uno strato del composto di circa 1 cm sul fondo, quindi adagiatevi i filetti di sgombro e ricoprite con il resto del composto. Ponete in frigo e fate riposare per circa 8 ore.

Al termine della marinatura, estraete i filetti di sgombro dal sale e lavateli con acqua corrente per eliminare i residui di sale e zucchero. Pulite le cipolle e tagliatele ad anelli, quindi mettetele in un tegame con 100 gr di zucchero e una tazza d’acqua. Fate cuocere a fuoco dolce fino a che le cipolle risultino morbide e lievemente caramellate. In un pentolino mettete il vino e lo zucchero rimasto, quindi fate bollire fino a che il composto prenda una consistenza sciropposa.

Fate scaldare i filetti di sgombro in una padella, dalla parte della pelle per qualche minuto, adagiateli nel piatto, aggiungetevi le cipolle caramellate e un po’ della riduzione di Grignolino. Servite immediatamente e buon appetito!

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