Torchietti al pesto di agrumi

Eccomi di nuovo a voi! Perdonatemi le lunghe assenze ma è un periodo davvero intenso e spesso il tempo non è sufficiente per fare tutto ciò che vorrei.

Oggi vi propongo la rivisitazione di un piatto con colori e profumi tipicamente siciliani. In questa ricetta troverete accostamenti particolari, che lì per lì possono farvi storcere il naso ma vi assicuro che il risultato finale è davvero sorprendente e che i sapori e i profumi si legano in maniera davvero meravigliosa. Fattore non trascurabile, la preparazione è davvero veloce, quindi massimo risultato con un tempo ridottissimo e con sforzo davvero minimo.

Tempo di preparazione: 10 minuti

Difficoltà: facile

Ingredienti (x 4 persone):

320 gr di torchietti Le Gemme del Vesuvio

200 gr di mandorle pelate

50 gr di capperi sotto sale

4 arance

1 mazzetto di basilico

50 cl di olio extravergine d’oliva

4 filetti di acciuga

pecorino siciliano q.b.

sale q.b.

pepe q.b.

 

Procedimento:

Portate ad ebollizione abbondante acqua salata e cuocetevi la pasta al dente. Nel frattempo preparate il pesto con cui la condirete.

Pelate la arance a vivo, mondate e lavate il basilico e dissalate i capperi. In un mixer mettete la polpa delle arance, il basilico, i capperi e l’olio extravergine d’oliva, quindi frullate fino ad ottenere un pesto dalla consistenza omogenea. Aggiustate di sale e di pepe e, una volta scolata la pasta, usate il pesto per condirla. Impiattate e grattugiate abbondante pecorino sulla pasta. Servite caldo. Buon appetito!

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La cucina degli ingredienti magici

Dopo l’improvvisa scomparsa dei genitori, Ginny, una ventisettenne abituata a vivere nel suo mondo protetto tra le pareti domestiche, cerca consolazione nella cucina, fra le ricette di famiglia. Da sempre la cucina per lei è una scappatoia quando l’angoscia non è più sostenibile; questa volta però il profumo corposo e piccante della zuppa della nonna fa apparire in cucina un ospite inatteso: il fantasma della nonna stessa, morta vent’anni prima, che le sussurra una frase sibillina: “Non permetterglielo!” prima di scomparire. Ma cosa non deve permettere? E a chi? Forse alla sorella Amanda che ha deciso di vendere la casa in cui hanno vissuto i genitori e la sorella fino a quel momento?

Proprio a causa del trasferimento, Ginny, ormai rassegnata, inizia a radunare le cose a cui tiene di più e, nella sua ricerca, si imbatte in svariati segreti, sepolti negli angoli più remoti. Desiderosa di conoscere la verità decide di arrivare alla verità attraverso le parole dei suoi cari, evocandone i fantasmi attraverso le ricette ereditate…

 

“La cucina degli ingredienti magici”

Jael McHenry

Corbaccio

 


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Mezzi paccheri alle cicale di mare

Quando ti capitano delle cicale di mare freschissime per le mani, l’unica cosa da tenere a mente è cercare di preservare al massimo il loro profumo e il loro sapore, oltre a fare in modo di prepararle nel più breve tempo possibile per esaltare il vivacissimo gusto di mare che è la loro forza. In più (e non è poco visto che siamo tutti a dieta dopo le abbuffate natalizie) sono estremamente povere di grassi e hanno poche calorie (solo 69 ogni 100 gr di parte edibile), quindi, facendo attenzione a contenere un po’ il condimento, sono assolutamente adatte ad una dieta ipocalorica!

Non è un piatto complicato da preparare e tra pulizia dei crostacei, preparazione e cottura sono sufficienti 30-40 minuti. In questo caso io ho deciso di utilizzare, al posto del classico vino bianco, un preparato che trovo davvero notevole: Vinchef, un prodotto su cui mi sono già dilungata parecchio qui. Vediamo nel dettaglio come preparare questa delizia.

Tempo di preparazione: 40 minuti

Difficoltà: facile

Ingredienti (per 4 persone):

320 gr di mezzi paccheri Le Gemme del Vesuvio

350 gr di cicale di mare freschissime

250 gr di pomodori pelati Mutti (io ho utilizzato della salsa per evitare i pezzi che non a tutti erano graditi)

1 spicchio d’aglio

1/2 cipolla bianca

1/2 bicchiere di Vinchef

Olio d’oliva q.b.

Sale q.b.

Pepe q.b.

 

Procedimento:

 

La pulizia delle cicale non è difficile. Basta un po’ di pazienza per gustare al meglio questi crostacei. Innanzitutto, lavatele sotto abbondante acqua corrente, quindi, con un paio di forbici da cucina, eliminate la testa, le zampette e le appendici laterali le carapace. In questo modo sarà sufficiente aprirle a libro per estrarre la polpa una volta cotte.

Pulite e tritate finemente la cipolla. Scaldate l’olio in una pentola, incorporate il trito e lo spicchio d’aglio in camicia, quindi fate soffriggere finche non siano leggermente dorati. Versate le code di cicala nel soffritto, mescolate e profumate con il Vinchef. Quando questo è del tutto evaporato, aggiungete i pomodori pelati, salate e pepate a piacere, e fate cuocere per circa 20 minuti a fiamma moderata. Mentre si cuoce il sugo, portate a ebollizione una pentola con abbondante acqua salata. Cuocete i paccheri, condite con il sugo di cicale e servite. Buon appetito!

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Calissons d’Aix

Rieccomi, pronta a scusarmi con tutti voi per la mia lunga assenza. Il periodo natalizio e più in generale il mese di dicembre per il mio lavoro sono un vero e proprio delirio e il tempo è stato davvero poco, quindi ho dovuto fare una scelta e ho trascurato un po’ il blog e tutti voi…mi perdonerete? Durante tutto il mese è stato uno sfornare continuo di biscotti di ogni tipo e genere, di torte, di torroni e di ogni golosità che vi possa venire in mente. Poi le cene e i pranzi da organizzare e tutto il resto….e voi? Cosa avete fatto? Avete cucinato come degli ossessi o vi siete limitati a consumare quello che altri preparavano? Insomma, lavoro o ozio?

In attesa delle vostre risposte vi pubblico una delle ricette più richieste in quanto a biscotti e similari. I calissons d’Aix…ho visto questa ricetta qui e me ne sono innamorata all’istante…magari anche per voi sarà lo stesso…

Tempo di preparazione: 30 minuti + 18 ore di riposo

Difficoltà: media

Ingredienti (per circa 45 calissons):

150 gr di melone candito *

300 gr di farina di mandorle

50 gr di confettura di albicocca

200 gr di zucchero a velo

1 cucchiaino di acqua di fiori d’arancio

5-6 gocce di estratto di mandorla amara

90 cialde d’ostia di diametro di 3 cm circa

 

Per la glassa

 

1 albume

150 gr di zucchero a velo

 

Procedimento:

In un macina spezie triturate finemente il melone candito con la confettura di albicocca, fino ad ottenere una specie di purea, quindi aggiungetevi la’cqua di fiori d’arancio e l’estratto di mandorle amare e mescolate bene.

A parte miscelate lo zucchero a velo con la farina di mandorle e setacciateli per evitare grumi.

In un mixer da cucina unite la purea con la miscela di farina di mandorle e zucchero e azionate il robot fino ad ottenere un impasto compatto e omogeneo. Stendete la pasta fra due fogli di carta da forno fino all’altezza di 1 cm, quindi, con un coppapasta di 3 cm di diametro tagliate dei dischi, che presserete tra due cialde d’ostia. Metteteli ad asciugare per 12 ore circa.

Se non trovate le cialde (in farmacia ne hanno comunque anche se leggermente più grandi) potete appoggiare i dischi di pasta su carta da forno spolverizzata di zucchero a velo.

Quando i dolcetti saranno asciutti potete procedere con la glassatura; ponete l’albume in una ciotola, sbattetelo leggermente con una frusta, quindi aggiungete in maniera graduale lo zucchero a velo, continuando a sbattere fino a che si forma una glassa piuttosto densa. Con l’aiuto di una sac a poche glassate i dolcetti facendo attenzione di non colare ai lati. Lasciate asciugare ancora 4 o 5 ore.

Ora potete gustare questi meravigliosi dolcetti! Buon appetito!!

* il melone candito non è facilissimo da reperire ma a Torino un negozio ce l’ha ed è davvero ottimo. Si tratta di “Spezie e delizie di Flo…e le sue sorelle” in corso Siracusa 91/c a Torino. Qui troverete il melone candito e tante altre delizie…provare per credere…

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