Un sano appetito

Oggi voglio partire con una premessa che ritengo doverosa. Non sono una fan sfegatata del cuoco di cui stiamo per parlare ma ritengo che sia davvero un ottimo professionista e ho avuto modo di leggere consigli interessanti e di sperimentare ricette ottime con questo testo.

Sto parlando di Gordon Ramsay, uno degli chef più noti del Regno Unito e del mondo, contraddittorio, volgare e fumino ma assolutamente geniale. Questo libro presenta oltre 125 ricette che fanno venire l’acquolina, ricche di ingredienti freschi, cucinati in modo sano ma senza rinunciare al gusto, secondo la regola del “siamo quello che mangiamo” e del “tutti vogliono star bene e apparire al meglio”.

Adattandoli al nostro stile di vita quotidiano, Ramsay suggerisce idee salutari e originali per colazioni, brunch, pranzi in ufficio, menù per bambini, barbecue, dessert e inviti a cena, descrivendo metodi di cottura sani che esaltano i sapori e rivelandoci i suoi ingredienti preferiti.

 

Gordon Ramsay

“Un sano appetito”

Guido Tommasi Editore

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Salame di cioccolato

Perdonatemi la lunga assenza ma è un periodo davvero frenetico questo e ho pochissimo tempo per il blog e, devo ammettere, nemmeno molta voglia…chiedo venia!

La ricetta che vi presento oggi è sicuramente inflazionata, ce ne sono decine di versioni in giro per il web ma per me è un po’ una ricetta del cuore, una di quelle che ci si porta dietro fin da bambini e che, a tutt’oggi, riporta a galla un mucchio di ricordi ogni volta che la realizzo. E’ una versione che nella mia famiglia si realizza da anni in questo modo e così voglio proporla, senza varianti o modernizzazioni che qui stonerebbero.

Tempo di preparazione: 20 minuti + il riposo in frigorifero

Difficoltà: facile

Ingredienti (per un salame tipo “cacciatore”):

150 gr di biscotti secchi tipo Oro Saiwa

100 gr di pinoli

100 gr di burro a temperatura ambiente

1 uovo

100 gr di cacao amaro

150 gr di zucchero

1 bicchierino di rhum

 

Procedimento:

 

Triturate grossolanamente i biscotti secchi e teneteli da parte. Montate il burro a spuma con l’uovo e il cacao, quindi aggiungete lo zucchero e mescolate bene per amalgamare in maniera uniforme gli ingredienti. Aggiungete ora i biscotti triturati, i pinoli e il liquore e mescolate fino ad ottenere un “impasto” uniforme.

Prendete un foglio di carta da forno, ungetela con pochissimo burro e rovesciatevi l’impasto ottenuto, quindi modellatelo con la forma di un salame, avvolgetelo nella carta e ponetelo in frigo a riposare per almeno 1 ora. Tagliatelo al momento di servirlo e, se volete, guarnite il piatto con un ciuffetto di panna montata. Buon appetito!

P.S. Se volete potete anche congelare il salame già pronto. Sarà sufficiente tirarlo fuori dal congelatore circa 30 minuti prima di tagliarlo a fette. Così avrete questo dolce sempre a disposizione!!

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Vinchef Taste Weekend

Un week end davvero intenso quello appena trascorso tra le colline del Monferrato e delle Langhe; una magnifica occasione per riscoprire i sapori piemontesi, passando attraverso i vigneti e i loro frutti, fino ad arrivare ad una caccia speciale, quella al tartufo. Questo e molto altro ho avuto modo di vivere in prima persona nelle giornate appena trascorse, ma andiamo con ordine.

 

La prima tappa di questa speciale gita scolastica è stata venerdì sera, quando ho avuto modo di conoscere tanti altri appassionati di cucina che, come me, erano stati chiamati a partecipare a questa fantastica esperienza sensoriale. Dopo un po’ di chiacchiere e risate nella magnifica cornice dell’Agriturismo Tenuta La Romana, ci siamo diretti verso la prima vera e propria tappa del week end: una magnifica cena dove i sapori piemontesi, quelli tipici e veri la facevano da padrone ma con una piccola variante sul tema: l’uso di Vinchef a tutto tondo, in ogni pietanza, dall’antipasto al dolce. Il tutto ovviamente era annaffiato dai migliori vini della zona, Barbera d’Alba in testa. E’ stata una serata davvero speciale, in cui finalmente abbiamo avuto modo, intorno ad un tavolo e con una magnifica cena davanti, di dare un volto a tutte quelle persone che conoscevamo solo virtualmente.

Stanchi ma soddisfatti siamo tornati all’agriturismo e finalmente abbiamo potuto lasciarci andare tra le braccia di Morfeo, ma solo dopo aver puntato la sveglia perchè l’indomani sarebbe stata una giornata molto intensa e interessante. Alle 8.30 ritrovo nella sala da pranzo dell’agriturismo per una colazione dolce ma non troppo pesante, altrimenti chi ce la fa a star sveglio?? Appena preso il caffè e carburato come si deve, tutti sul pulmino, in partenza per l’Azienda Vitivinicola Toso.

Qui abbiamo scoperto la storia di questa Cantina. La Cantina Toso ha attraversato un secolo della storia della vite e del vino in Piemonte, legando il suo nome al Moscato, all’Asti, agli spumanti e ai Vermouth. L’innovazione degli impianti, il controllo qualità e l’ecosostenibilità rappresentano, per questa Cantina, che produce circa 20 milioni di bottiglie all’anno, i cardini dell’attività produttiva, volta a raggiungere l’impatto “zero” in relazione all’emissione di anidride carbonica. Ma come tutti sappiamo, il vino ha sempre avuto una grande importanza in cucina, sin dai tempi di Apicio, per passare attraverso nomi come Escoffier. Secondo l’esperienza infatti, il vino poteva servire ad intenerire la carne, oltre che a dare una nota di sapore caratteristica; inoltre, nelle marinature, il vino permetteva di infiltrare al meglio gli aromi nelle preparazioni. D’altro conto le erbe e le spezie, dosate in maniera corretta, rendevano i piatti più digeribili e appetitosi. Da queste basi è partita l’avventura di Vinchef, un insaporitore naturale, a base di erbe aromatiche infuse nel vino. Come ci è stato spiegato, è un prodotto completamente naturale, realizzato lasciando per lunghi periodi gli aromi in infusione nel vino bianco, fino a raggiungere la giusta intensità di sapori e profumi.

Dopo aver visitato l’azienda, con tutta la catena produttiva, dall’arrivo delle uve, fino all’imballaggio dei cartoni, siamo approdati nel suggestivo Museo Enologico Toso, uno spazio dedicato alle fatiche di un tempo ed al progresso tecnico che ha accomapgnato l’azienda durante tutta la sua vita. Da qui siamo arrivati alla sala dei vermouth, dove il “Tavolo dell’erborista” raccoglie le principali essenze utilizzate nella lavorazione di questo vino aromatico.

In tarda mattinata, dopo un po’ di shopping nella bottega della Cantina Toso, siamo tornati in agriturismo, dove la cucina ha aperto le porte alla sprimentazione e dove tutti noi abbiamo potuto testare in prima persona la versatilità di Vinchef. Subito dopo, tutti a tavola e, dismesse le vesti di “chef”, siamo entrati nella parte dei commensali, per gustare i piatti precedentemente preparati con l’aiuto di Vinchef. Il menù completo è stato pubblicato sul blog di Vinchef, con le relative ricette. Teminato il pranzo, giusto per smaltire tutto il ben di Dio che avevamo gustato, siamo andati alla ricerca dei tartufi, che, come già ripetuto più e più volte, personalmente adoro. Scoprire come si trovano è stato davvero interessante, soprattutto perchè Luna, la volpina da trifole che insieme al suo padrone, ha lavorato per noi, era davvero in gamba oltre che simpaticissima. Il bilancio è stato positivo: 2 tartufi trovati, anche se piccini! Brava Luna!

Con questo il nostro week end si è concluso e, dopo i saluti di rito e la promessa di ritrovaci al più presto, siamo saliti in macchina e tornati a casa. Che dire…complimenti Cantina Toso! E complimenti a chi ha organizzato questa magnifica esperienza e ci ha permesso di viverla!

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Crostata con crema agli amaretti e pere

Rieccomi, dopo qualche giorno di latitanza dovuto alle prove dei biscotti natalizi che mi hanno stra impegnata in questi giorni. Oggi vorrei parlarvi di una variante di una crostata che avevo realizzato tempo fa (la trovate qui). E’ una ricetta piuttosto tradizionale ma assai versatile che spesso ho adattato per le più svariate occasioni. In questo caso si trattava di realizzare uno dei dolci per la festa di compleanno di mia mamma e, visto che volevo fare una crostata ma lei non ama le marmellate, ho riutilizzato questa ricetta con alcune piccole varianti. La prima? Invece della gelatina per isolare il fondo di frolla ho usato il burro di cacao Venchi, una scoperta per me. Il risultato? Strepitoso! La torta è stata davvero un successone!! Ecco come l’ho realizzata con pochi, semplici ingradienti: Tempo di preparazione: 30 minuti + 30 minuti di riposo + 30 minuti di cottura Difficoltà: facile Ingredienti (per una tortiera da 26 cm di diametro):   Per la base di pasta frolla 1 uovo 100 gr. zucchero 100 gr burro 250 gr farina 50 gr farina di mandorle un pizzico di sale la scorza di un limone grattugiata   Per la crema all’amaretto 250 ml latte 50 gr zucchero 2 tuorli 30 gr farina 50 gr amaretti duri   Per la decorazione 3 pere Williams ben sode e succose 3 cucchiai di gelatina di albicocche o marmellata senza pezzi 1 monodose di burro di cacao Venchi

Procedimento:
Preparate la frolla impastando velocemente il burro freddo a pezzettini con gli altri ingredienti precedentemente miscelati. Raccogliete l’impasto in una palla e ponetela in frigo per 30 minuti.
Nel frattempo preparate la crema pasticcera. Portate il latte ad ebollizione. In un pentolino a parte montate i tuorli con lo zucchero, quindi incorporate la farina e diluite il tutto unendo il latte a filo. Riportate sul fuoco e fate addensare continuando a mescolare poi lasciate raffreddare e unite gli amaretti sbriciolati finemente.
Tirate fuori l’impasto dal frigo e stendetelo col mattarello fino ad un’altezza di 4-5 mm. Ricoprite con il disco ottenuto la teglia, precedentemente imburrata e infarinata.
Bucherellate il fondo con una forchetta, ricopritelo con un foglio di carta da forno e riempirlo di fagioli secchi. Mettetelo a cuocere nella parte centrale del forno preriscaldato a 180° per circa 30 minuti.
Sfornate la base e lasciatela raffreddare, poi eliminate i fagioli e la carta e ricoprite il fondo con il burro di cacao fatto sciogliere in un pentolino a fuoco basso. Attendete che solidifichi, ricoprite con la crema e su questa adagiate le pere tagliate a fette. Lucidate la superficie con la  gelatina. Buon appetito!
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Linguine con briciole croccanti, pinoli e ciliegini secchi

La pasta, un piacere tutto italiano, una tradizione centenaria che ha reso famoso il nostro magnifico Paese. Tutti la consciamo e tutti la mangiamo più o meno regolarmente quindi non c’è molto da dire.

L’unica cosa che mi sento di raccomandare è di usare materie prime di primissima qualità quando decidiamo di assaporare un buon primo piatto. Personalmente ho trovato un pastificio artigianale, Le Gemme del Vesuvio, che, attraverso l’applicazione di un ferreo disciplinare, produce piccole quantità di pasta di grano duro con un gusto tale da restare impressa nella memoria di chi ha modo di assaporarla. La Sapida Scientia è infatti contraddistinta dall’uso di semola di grano duro della migliore qualità, impastata con acqua purissima per far sì che l’amido e le proteine si leghino all’acqua per il formarsi del glutine, rete proteica che lega i granuli d’amido idratati. L’impasto poi, tramite gramolatura, viene reso elastico ed omogeneo ed è pronto per essere trafilato al bronzo. La lenta essicazione termina il processo e rende unica questa pasta, disponibile in tantissimi formati.

Con una materia prima di qualità così alta basta un condimento semplice, con cui esaltare ogni sapore, nella migliore tradizione italiana. Ecco quindi nascere la mia ricetta per le linguine.

Tempo di preparazione: 5 minuti + 10 minuti di cottura

Difficoltà: facile

Ingredienti (x 4 persone):

320 gr di linguine Le Gemme del Vesuvio

4 filetti di acciuga

3 fette di pan carrè

50 gr di ciliegini secchi

50 gr di pinoli

olio extravergine d’oliva q.b.

sale q.b.

 

Procedimento:

 

Fate cuocere in abbondante acqua salata le linguine per circa 8 minuti. Contemporaneamente tagliate i filetti di acciuga a pezzetti, quindi poneteli in una padella abbastanza capiente da contenere la pasta, con un filo d’olio. Fate sciogliere i filetti d’acciuga a fuoco molto basso. Contemporaneamente triturate in maniera omogenea, con l’aiuto di un coltello, le fette di pane per creare le briciole, quindi unitele alle acciughe nella padella e fate saltare per un paio di minuti il tutto, avendo cura di rigirare in continuazione il composto che verrà a formarsi. Aggiungete i pinoli e i ciliegini tagliati a striscioline e  fate insaporire.

Scolate la pasta e unitela al condimento insieme a un mestolino dell’acqua di cottura, quindi fatela saltare per un paio di minuti, facendo amalgamare bene tutti gli ingredienti. Impiattate e servite ben caldo.

 

 

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