Il Milioncino

Marco Polo,  grande viaggiatore, è stato anche un esploratore del gusto e un curioso assaggiatore, quindi un buongustaio e un cuoco eccellente; grazie a queste doti conquisterà la corte del Gran Khan durante il suo viaggio in Cina.

In questo libro, che non a caso si intitola “Il Milioncino” l’originale filo narrativo rilegge il più celebre “Milione” in chiave gastronomica esplorando le tradizioni di civiltà così lontane nello spazio, eppure così vicine nel gusto e nella filosofia del vivere.

Uno spirito curioso e intraprendente come quello del veneziano, che narra le sue avventure attraverso la penna dekk’amico Rustichello da Pisa, suo compagno nelle carceri genovesi,  non poteva non appassionarsi alle infinite varianti delle cucine dei popoli visitati. Le feste e i banchetti di corte dell’imperatore sono il pretesto per raccontare ricette orientali (cinesi, indiane, indonesiane), ma anche africane, mediorientali e italiane.

Il viaggio come occasione per scoprire sapori di altre culture: spaghettini al manzo e funghi, gamberoni al peperoncino, maiale in agrodolce, melanzane in salsa fragrante, banane caramellate. Una nuova geografia della cucina affascinante e gustosa.

 

“Il Milioncino

Viaggio nelle cucine di tre continenti sulle orme di Marco Polo”

Mariapiera Marenzana, Andrea Frova

Mursia Editore

 

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Kol wa shkor

..ovvero “mangia e ringrazia”!

Si tratta di uno dei tanti dolciumi tipici della città di Damasco. Hanno un sapore così favoloso anche e soprattutto perchè i damasceni, diversamente dagli altri arabi o dai turchi, addolciscono questi prodotti solo leggermente, senza stroncarli con lo sciroppo di zucchero; rasenta la magia il modo in cui i pinoli restano attaccati, tanto che si possono servire le fette senza che ne cada nemmeno uno, eppure quando si mette in bocca tutto si scioglie ed esplodono favolosi sapori.

In questa ricetta tipica il nome è tutto un programma e quando la farete ne capirete il motivo.

Tempo di preparazione: 15 minuti + 30 minuti di cottura

Difficoltà: facile

Ingredienti (x 8-10 porzioni):

3 confezioni di pasta sfoglia in fogli rettangolari

200 gr di pinoli

200 gr di burro chiarificato

50 gr di zucchero a grana grossa

1 cucchiaio di cannella appena macinata (io non l’ho utilizzata)

1 cucchiaio di acqua di fiori d’arancio

sciroppo di zucchero q.b.

 

Procedimento:


Stendete i fogli di pasta sfoglia e lasciateli riposare a temperatura ambiente per qualche minuto.

Dorate i pinoli nel burro chiarificato, facendo attenzione che non anneriscano (altrimenti diventeranno amari), quindi tritateli finemente, mescolateli con lo zucchero, la cannella e l’acqua di fiori d’arancio.

Ungete uno stampo da forno e stendetevi al suo interno uno strato di pasta sfoglia, con un leggero eccesso ai bordi, quindi distribuitevi con cura metà della massa di pinoli e zucchero  e spalmetela in modo uniforme; stendetevi sopra il secondo foglio di pasta sfoglia, poi fate un altro strato con la massa di pinoli e zucchero e coprite con un ultimo strato di pasta sfoglia. Premete leggermente con le mani.

Con un coltello affilato incidete rombi o rettangoli sulla superficie, in modo che il burro e lo sciroppo possano penetrare negli strati inferiori e che sia più facile tagliare la torta.

Ungete la superficie in modo uniforma con un po’ di burro e fate cuocere la torta in forno preriscaldato a 180°C per 30 minuti. Una volta terminata la cottura, toglietela dal forno e lasciatela raffreddare un po’, quindi versateci sopra lo sciroppo di zucchero, fino a che la pasta non lo assorbe più. Decorate la superficie con i pinoli tritati e lasciatela raffreddare a temperatura ambiente.

Questa torta è più buona se mangiata tiepida. Dato il suo elevato contenuto di zucchero si può conservare per alcuni giorni a temperatura ambiente, avendo la cura di tenerla coperta. Buon appetito!

 

Qui di seguito la ricetta per preparare lo sciroppo di zucchero necessario per la torta:

Tempo di preparazione: 20 minuti

Difficoltà: facile

Ingredienti:

500 gr di zucchero

300 ml di acqua

1 limone

2 cucchiaini di acqua di fiori d’arancio

 

Procedimento:

 

Fate sciogliere lo zucchero nell’acqua a fuoco lento, mescolando di continuo e schiumando se necessario. Aggiungete il succo di limone usando un colino e lasciate cuocere per altri 10 minuti, fino ad ottenere una consistenza simile a quella del miele liquido. Fate raffreddare lo sciroppo, quindi aggiungete l’acqua di fiori d’arancio, mescolate bene e lasciate raffreddare completamente.

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Nuvole di drago e granelli di cous cous

“Da tempo meditavo di scrivere il mio ricettario di viaggio, un ‘luogo’ dove trascrivere e riversare una selezione di semplici ricette, scelte tra quelle provate e raccolte negli ultimi vent’anni di viaggi nei 5 continenti, ma anche a Torino, nella città in cui vivo. Ed ora finalmente eccolo qui, tra le vostre mani.
Sfogliando e cucinando le 200 ricette di questo libro inizierete anche voi un lungo viaggio intorno al mondo, anche se non siete né cuochi né chef. Meglio così, basta essere curiosi, perché la cucina è cosa di tutti, da sempre. Quello che vi mancava ora l’avete: questo libro e l’entusiasmo nel leggerlo e nel metterlo in pratica… Cucinate per voi o per i vostri amici, ma sempre con passione, la più importante tra tutte le spezie!”

L’Italia, che nel 2011 festeggia i suoi 150 anni di unità nazionale, è un paese dove i piatti della nostra ricca tradizione convivono tranquillamente con il cous cous cucinato con amore dalla vicina marocchina. Anche se oggi è possibile viaggiare low cost intorno al pianeta, non è più indispensabile volare lontano per guatare al meglio le diverse cucine del mondo, anche grazie alla possibilità di trovare nelle nostre città ingredienti esotici, importati freschi o coltivati nelle nostre campagne, con cui cucinare ottimi piatti, in grado di conservare i sapori originali.

Questo libro ha l’ambizione di di introdurre il lettore a cucine diverse attraverso la proposta di ricette semplici, alla portata di tutti, perchè è stato scritto per chi ama cucinare e non per cuochi professionisti o chef.

Un panorama che spazia dagli appetizer ai piatti unici, dagli accompagnamenti allo street food, dalle zuppe ai secondi, alle insalate, ai dolci.

 

Vittorio Castellani alias Chef Kumalè

“Nuvole di drago e granelli di cous cous

Ricette facili di un gastronomade senza frontiere”

Avallardi Editore

 

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Confettura di pesche e amaretti

Che fare quando apri il cassetto del frigo e ti accorgi di avere una montagna di pesche a maturazione avanzata che non riuscirai mai a finire a meno di inventarti la dieta della pesca? Ovviamente si fa una bella conserva, magari con una piccola aggiunta per renderla un po’ più sfiziosa. In questo caso l’aggiunta degli amaretti mi ha permesso di rendere più particolare il gusto di questa confettura altrimenti molto classica.

Tempo di preparazione: 10 minuti + 45 minuti di cottura

Difficoltà: facile

Ingredienti (x 4 vasetti da 250 gr.):

1.2 kg di pesche

500 gr di zucchero

1 limone (il succo)

100 gr di amaretti

 

Procedimento:

 

Lavate le pesche, eliminate i noccioli, fatele a pezzi e, con l’aiuto di un mixer, create una purea. Schiacciate gli amaretti con l’aiuto di un batticarne e aggiungeteli alla purea, che nel frattempo avrete spostato in una pentola capiente. Aggiungete il succo di limone, lo zucchero, mescolate bene e mettete in cottura, a fiamma moderata, mescolando continuamente per circa 45 minuti. Lasciate riposare per 5 minuti, quindi invasate, chiudete i barattoli e lasciate raffreddare, capovolti, sotto una coperta di lana.

Conservate al buio,  in luogo fresco e asciutto e consumate non prima di un mese dalla preparazione.

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Gelatina di Nebbiolo

Partendo dal presupposto che il vino è ottimo se accostato nel modo corretto a carni e formaggi ho deciso di dedicarmi ad una gelatina decisamente pregiata, visto il vino con cui è stata preparata: il Nebiolo (in questo caso era un Nebbiolo delle cantine dei Marchesi di Barolo del 2006).

Di questa ricetta troverete mille varianti in rete; la mia è personalizzata ed è ottima se abbinata a formaggi stagionati e saporiti, come il Castelmagno o l’Asiago stagionato oppure con formaggi a pasta affumicata.

Tempo di preparazione: 5 minuti + 20 minuti di cottura

Difficoltà: facile

Ingredienti (x 6 vasetti da 250 gr.):

750 ml di Nebbiolo (o di un altro vino di vostro gradimento)

700 gr di zucchero gelificante

spezie a discrezione e piacere

 

Procedimento:

Mettete il vino in una pentola, quindi unitevi lo zucchero gelificante (lo trovate agevolmente nei supermercati ben forniti) e mescolate fino a completo scioglimento dello zucchero. Se volete utilizzare spezie (che daranno più carattere alla gelatina) ponetele in una garza, chiudetela bene e immergetela nel vino.

A questo punto portate sul fuoco e fate cuocere per circa 20 minuti, mescolando continuamente.

Nel frattempo lavare e sterilizzate in forno a 120°C i vasetti; invasate la gelatina (che sarà ancora liquida), chiudete bene i vasetti e poneteli a raffreddare, rovesciati, sotto una coperta.

Conservate al buio, in luogo fresco e asciutto per 1 mese prima di consumare.

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