>Bisque di gamberi

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Ricetta di origine francese, la bisque è una crema vellutata alla cui base ci sono gli scarti e i carapaci dei crostacei; serve come base per numerosi piatti a base di pesce ma soprattutto per creare profumate zuppe.
La tostatura delle carcasse é la fase più importante; queste devono colorarsi e tostare, non solo sbianchirsi, in modo da permettere la produzione delle sostanze aromatiche tipiche della bisque. 
Si possono usare teste e carapaci di scampi, gamberi, gamberoni, mazzancolle, canocchie o astici ed anche aragoste, granchi, grangiporro, che possono venire preventivamente pestate in un mortaio o schiacciate dopo la cottura con passaverdure o schiacciapatate. 
Ingredienti (x 10 persone):
Per la bisque
50 gr di burro
1,5/2 kg di gamberi lavati e puliti (con la testa)
200 gr di mirepoix (sedano, carota, cipolla tagliati sottilissimi)
80 gr di pomodori freschi tagliati a dadini
0,5 dl di cognac
2 dl di vino bianco
1,5 lit  di fumetto di pesce
60 gr di farina di riso o amido
Per la liaison
2 tuorli d’uovo
1 dl di panna fresca
sale q.b.
pepe q.b.
Procedimento:
Eliminate l’intestino ai gamberi e fate sciogliere il burro in una casseruola. Aggiungete la mirepoix e fate appassire. Unite i pomodori, stufate e aggiungete i gamberi. Fate fiammeggiare con il cognac e deglassate con vino bianco. Fate ridurre e bagnate con il fumetto di pesce. Fate cuocere per circa 10 minuti, ritirate i gamberi e decorticateli. Pestateli e riservate la carne delle code. Rimettete le carcasse e le teste nel fondo di cottura e fate cuocere altri 10 minuti. Legate con la farina di riso, filtrate e raffinate con la liaison, aggiungendo la panna e i tuorli e mantecando il tutto. Condite e guarnite con le code di gambero ed eventualmente con della macedonia di pomodoro.
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>Filetti di orata con verdure

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Semplice, veloce e gustosissimo…queste le caratteristiche di questo piatto a base di pesce che lo rendono adatto veramente a chiunque…da provare!!
Ingredienti (x 4 persone):
4 filetti di orata da 120 gr. l’uno
50 gr di zucchine
50 gr di carote
50 gr di cipolle
50 gr di porri
3 cl di olio d’oliva
sale q.b.
pepe q.b.
Procedimento:
Pulite e mondate le verdure, quindi tagliatele a fiammifero. In una padella fate insaporire la julienne di cipolla con un filo d’olio, quindi aggiungete carote, zucchine e porro. Saltatele brevemente, quindi stufate le 2 minuti con un cucchiaio di acqua. Aggiustate di sapidità e tenete da parte.
Salate e pepeate i filetti di orata. Fate rosolare i filetti, con il rimanente olio, dalla parte della pelle, girateli e terminate la cottura a fuoco basso.
Disponete le verdure in piatti individuali e disponetevi sopra i filetti di orata con la pelle verso l’alto.
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>Coniglio all’astigiana

Torniamo alla cucina regionale con un’altra tipica ricetta del Piemonte. Il coniglio al vino è un piatto antico e diffuso, erede diretto della lepre al civet (una preparazione che prevede la marinatura della carne nel sangue e nel vino). Questa ricetta, tipicamente monferrina, è un’alternativa al civet, più digeribile e delicata. A rendere la pietanza particolarmente saporita e profumata, il trito a crudo del fegato, unito assieme al prezzemolo e all’aglio, qualche minuto prima di ultimare la cottura. Naturalmente dovrete scegliere un coniglio giovane e nostrano, con carne tenera e rosa.

Ingredienti (x 4 persone):
1 coniglio giovane, frollato e pulito (provvisto del fegato)
1/2 etto di pancetta
1 cipolla
1 spicchio d’aglio
1 manciata di prezzemolo
1 rametto di rosmarino
1 rametto di timo
4 foglie di salvia
1 foglia di alloro
1 bicchiere di Freisa d’Asti
burro
olio d’oliva
sale q.b.
pepe q.b.
Procedimento:
Affettate la cipolla e tritate la salvia, l’alloro, il rosmarino e il timo. A lama di coltello pestate la pancetta e soffriggetela in burro e olio. Fate quindi appassire la cipolla, aggiungete il trito aromatico e rosolate a fuoco vivace i pezzi del coniglio, tenendo da parte il fegato. Aggiungete sale, pepe, un’irrorata di vino e cuocete a fuoco lento per circa 1 ora e un quarto.
Dieci minuti prima di togliere dal fuoco, tritate finemente il fegato con il prezzemolo e lo spicchio d’aglio. Unite il trito al coniglio, mescolando e alzando la fiamma per far insaporire bene la carne. Dopo due minuti servite in tavola.
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>Chef in Africa

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Oggi niente ricette…e no…oggi voglio raccontarvi una storia..quella di una donna che ha vissuto per 16 anni in Africa; effettuava le aperture delle cucine per i tour operator, poi, innamoratasi dei posti e delle persone, ha deciso di aprire una suo ristorante, dando lavoro a persone del posto e quindi dando loro la possibilità di imparare un mestiere e mantenere le proprie famiglie in maniera dignitosa.
Come tutte le belle storie però anche questa è destinata a finire…Annavittoria, questo il nome di questa fantastica donna, deve tornare in Italia per cause di forza maggiore. Prima di lasciare il paese però Annavittoria cerca di trovare una sistemazione per tutti i suoi dipendenti, in modo da garantire loro la possibilità di vivere dignitosamente.
Dopo qualche tempo arrivò una sorpresa piacevolissima…il secondo chef di Annavittoria aveva trovato lavoro presso la Tower di Dubai, dove tutt’oggi presta servizio, grazie ai suoi insegnamenti e al suo aiuto.
Qui, teoricamente potrebbe chiudersi questa bella storia…tutti felici e contenti e via…a vivere la nostra vita di tutti i giorni….
…e invece no!
Perché Annavittoria, riflette sul fatto che se lui era riuscito, grazie all’acquisizione di un mestiere, a migliorare la vita sua e della sua famiglia, mantenendola dignitosamente, molti altri avrebbero potuto farcela!
Nasce così il sogno/progetto di aprire a Nairobi una scuola per chef di cucina italiana ed internazionale, onde dare opportunità a molte persone di avere un futuro migliore.
Le difficoltà sono moltissime, anche perché la decisione che è stata presa è quella di non coinvolgere la politica o la religione, per motivi assolutamente ovvi, ma di andare avanti con le nostre forze e con l’aiuto di quanti vorranno partecipare.
In data 14 marzo è stata fondata una Onlus e stanno partendo tutta una serie di iniziative, atte a far si che, possibilmente entro l’anno, ci sia la possibilità concreta di andare a Nairobi e iniziare a porre le basi della scuola di cucina.

Non voglio scrivere troppo…credo che quanto ho detto fino ad ora sia sufficiente e in ogni caso è possibile ottenere maggiori informazioni ai seguenti link su fb:

oppure scrivendomi…a seconda delle eventuali richieste cercherò di aiutarvi personalmente oppure di mettervi in contatto con la persona più idonea.
Presto sarà anche disponibile un sito internet di questo meraviglioso gruppo, sul quale sarà possibile interagire maggiormente….
Spero vivamente che quanto avete letto fino ad ora vi abbia smosso un pochino il cuore e che decidiate in molti di darci una mano a realizzare questo ambizioso progetto!
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>Pulizie di primavera…e ricetta a tema…

>…in anticipo!
Ebbene sì…avevo voglia di rinnovare la mia cucina, così mi sono messa di buona lena e nel giro di qualche giorno (il tempo era proprio pochissimo…) ho trovato una nuova veste grafica che mi appagasse per il mio blog…
Più pulito, più lineare, ancora più semplice…proprio quello che cercavo!
E voi, cosa ne pensate? Spero sia di vostro gradimento…in ogni caso si accettano consigli e critiche!!

Ed ora, per festeggiare, una ricettina golosa, veloce, sfiziosissima e ottima in questa stagione, in cui le fragole iniziano ad essere veramente buone…è vero, fa ancora freddino ma ho voglia di sole e caldo e cosa meglio di un sorbetto ti riporta ai sapori e ai colori della stagione calda…?


Frozen di fragole e lime

Ingredienti (x 10 persone):

250 ml di fragole frullate
150 ml di sciroppo base (50% acqua, 50% zucchero)
100 ml di vodka
50 ml di cucco di lime

Procedimento:

Mescolate le fragole, lo sciroppo e la vodka. Congelate in cubetti. Una volta congelato, frullate in un frullatore americano oppure nel classico cutter da cucina, fino ad emulsionare. Mantenete in congelatore.

Servite in coppe Martini ben fredde e a piacere guarnite con panna leggermente montata e scorza di lime grattugiata.

Il mio non è servito in coppe Martini, poiché era da asporto e manca della panna poiché era destinato ad una persona intollerante al lattosio ma vi assicuro che è stato comunque un successone!!

Con questa ricetta partecipo a:
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