>Sablée au chocolat e Burro Salato con sorbetto all’arancia e Cointreau

>

A vederlo uno direbbe…e cosa c’entra un biscotto al burro con il sorbetto?
Ad assaggiarlo il cervello va in estasi e ci si rende conto di quanto questo insolito abbinamento sia in realtà una goduria per le papille gustative….
Questa è la ricetta che ho presentato per il contest sul Burro Salato 1889 promosso dalle Fattorie Fiandino in collaborazione con Un tocco di Zenzero…incrociamo le dita e vediamo se anche le loro papille sono rimaste colpite da questo susseguirsi di sapori!
Ecco la ricetta:
Ingredienti:
Per il sorbetto
6 grosse arance spremute
1 limone spremuto
150 gr di zucchero
2 albumi montati a neve
1 cucchiaio di Cointreau

Per le sablée

250 gr di farina 00
70 gr di cacao amaro
100 gr di zucchero semolato
1/4 di cucchiaino di sale
225 gr di Burro Salato 1889
Procedimento:

Per il sorbetto

Mescolate con cura il succo di arancia e di limone,  lo zucchero e il Cointreau, quindi incorporate poco alla volta gli albumi montati a neve ferma.
Ponete il composto nella gelatiera e azionatela per circa 30 minuti; se non possedete la gelatiera, fate raffreddare nel freezer il composto mescolato con cura e, quando il composto inizia a solidificare, mettetelo nel frullatore qualche secondo, fino a che non diventa cremoso.

Per le sablée

Mettete il Burro Salato nel contenitore del robot da cucina e azionate fino a quando diventa cremoso, quindi aggiungete lo zucchero e il sale ed azionate ancora per amalgamare gli ingredienti.
Setacciate la farina e il cacao, uniteli al composto e lavorate fino a quando tutto sarà amalgamato e l’impasto risulterà liscio.
Trasferite l’impasto sul piano da lavoro, lavoratelo in una palla e dividetelo in 3 parti. Fatele raffreddare’ in frigorifero per circa 15 minuti se vi sembrano troppo soffici.
Una volta raffreddate, modellate le palle in cilindri di 5 cm di diametro e ponetele su carta da forno, assicurandovi che l’impasto non abbia fessure o bolle d’aria.
Preriscaldate il forno a 180°C.
Con un coltello, ricavate dai cilindri delle rondelle di pasta spesse 2 cm.
Distribuite le rondelle su placca da forno rivestita di carta apposita e fate cuocere le sablée per 22/25 minuti.
Metteteli a raffreddare su una gratella.
Impiattamento
Mettete il sorbetto in piccoli bicchieri aiutandovi con un mestolino e servite con un biscotto di accompagnamento, che creerà un insolito accostamento e amplificherà i sapori, sia del sorbetto, che della sablée.
Continue Reading

>Liebster blog

>

Che dire..ricevere queste notizie fa sempre un grande piacere! Un premio è un grande riconoscimento, anche se virtuale ed è la risposta agli sforzi che una persona fa giornalmente per mantenere la propria passione e renderne partecipi gli altri!

Ringrazio Federica (qui il suo blog e le sue fantastiche creazioni) per questa bella e gradita sorpresa che giro volentieri a:

1. Natalia e Pina di Provare per gustare
2.Letiziando di diariodicucina
4. Claudia de Il gatto goloso
5. Valentina de La cuoca pasticciona

Molto semplici le regole per partecipare:
– accettatre il premio e pubblicare un post in merito;
– inserire il link al blog della persona che ve lo ha passato;
– scegliere 5 blog meritevoli di riceverlo ed avvisarli che sono stati premiati.

Continue Reading

>Losanghe di rombo al burro salato con chips di patata croccanti

>

Altro accostamento inedito…il burro e il pesce…posso assicurarvi che è ottimo, se gestito in maniera intelligente!
Questa ricetta è estremamente semplice e veloce ma di sicuro effetto!
Ingredienti (x 4 persone):

1 rombo piccolo (600 gr. circa)

2 patate
1 bicchiere di spumante
1 noce di burro salato
2 cucchiai di farina 00
olio di oliva q.b.
sale q.b.
pepe q.b.
Preparazione:
Lavate, eviscerate e sfilettate il rombo, avendo cura di lasciare i filetti integri e senza pelle. Dividete i filetti in losanghe il più possibile regolari, quindi infarinatele leggermente da entrambi i lati.
Pelate e tagliate a fettine sottili (con una mandolina ad esempio) le patate, quindi lavate le fette in abbondante acqua fredda per eliminarne l’amido. Ponete le fettine in un canovaccio pulito e tamponatele bene per togliere il residuo di acqua.
In una padella antiaderente fate sciogliere il burro e, quando sia ben caldo, ponetevi le losanghe di rombo; fatele rosolare brevemente (1 minuto circa per lato), quindi sfumate con lo spumante e, quando il sughetto si sia ristretto, salate e pepate.
In un’altro tegame scaldate abbondante olio di oliva, quindi friggete le fette di patata poche alla volta, girandole dopo un paio di minuti per far si che si coloriscano in maniera uniforme. Fatele scolare su carta assorbente per eliminare l’eccesso di olio.
In un piatto ponete due losanghe di rombo e qualche chips di patata, quindi versate un cucchiaio del sughetto di cottura ristretto sul pesce. Servite caldo.
Continue Reading

>Conserve: essiccare, salare, affumicare, congelare, candire…

>

Siamo abituati a pensare al passato in termini nostalgici e ideali: un mondo in cui gli esseri umani vivevano in armonia con la natura e seguivano i suoi ritmi ed i suoi tempi. E’ fondamentale sottolineare che si tratta di una nostra mistificazione: sin dall’inizio dei tempi l’uomo ha cercato di soddisfare i suoi bisogni primari, tra cui ovviamente la fame. Dovendo seguire i cicli della natura le risorse a disposizione erano estremamente limitate: la terra produce seguendo le stagioni, dando molto in momenti limitati e non consentendo, nella prossimità, una dieta variata come quella attuale. Per questa ragione obiettivo primario era aumentare il più possibile la disponibilità di prodotti lungo il corso dell’anno; da qui la necessità di conservare i cibi. 
Da questo ragionamento parte il libro di cui andiamo a parlare questa settimana;

Conserve: essiccare, salare, affumicare, congelare, candire, fermentare, conservare sott’olio, sott’aceto, sotto spirito e sottovuoto con oltre 50 ricette.
SANDLER Nick & ACTON Johnny. 
Ed. Mango
Conservare è una specie di alchimia. Vuol dire trasformare gli alimenti nella forma, nel colore, nella consistenza e saper aspettare mentre anche il tempo assiste alla magia. Inoltre, conservare gli alimenti permette di fare apprezzabili economie, di evitare del tutto gli additivi impiegati dall’industria alimentare e l’omologazione ad un gusto di massa. Partendo da un’introduzione panoramica sull’evoluzione delle tecniche, Sandler & Acton passano poi alla spiegazione di tutti i principali metodi di conservazione degli alimenti: essiccare, salare, affumicare, congelare, candire, fermentare, conservare sott’olio, sott’aceto, sotto spirito e sottovuoto. Insegnano anche come produrre un ristretto numero di salumi. Le informazioni pratiche sono affiancate da una cinquantina di ricette concepite per utilizzare nel modo migliore le conserve, ovvero suggerimenti per fare delle vere prelibatezze con la composta di pesche, la bresaola o i funghi essiccati preparati in casa. Conserve offre anche importanti consigli per operare in tutta sicurezza dalla costruzione di un affumicatoio alle norme igieniche per evitare le contaminazioni. Una guida completa, far scoprire che mettere in conserva è un’attività piacevole e può facilmente, se ci si prende gusto, diventare una passione divorante.}
Continue Reading

>Lutto nel mondo della cucina, addio a Santi Santamaria

>

MADRID – Un fulmine a ciel sereno ai vertici della gastronomia spagnola e mondiale: il celebre chef catalano
Santi Santamaria è morto a 53 anni di un infarto ieri nel suo ristorante “Santi” di Singapore. Era «la Rolls Royce dell’Alta Cucina» mondiale, ha detto di lui il presidente della Reale Accademia Spagnola di Gastronomia Rafael Anson. Figlio di contadini, autodidatta, aveva aperto nel 1981 il suo primo ristorante, Raco de Can Fabes, a Sant Celoni, vicino a Barcellona, nella casa di famiglia. La sua cucina fatta di sapori tradizionali e di prodotti naturali lo aveva fatto diventare nel 1994 a 35 anni il primo chef catalano a ottenere le tre stelle Michelin. Aveva poi aperto il Santceloni a Madrid, 2 stelle Michelin, considerato uno dei migliori, se non il migliore, della capitale spagnola.
Negli ultimi anni si era lanciato in una crociata in difesa della tradizione gastronomica contro gli “stregoni” della cucina molecolare inventata dal suo amico Ferran Adria, l’altro grande tre stelle catalano, titolare di El Bulli.
Lo scontro culinario-ideologico fra i due aveva innescato una vera “guerra degli chef” in Spagna, fra sostenitori dei sapori della tradizione e fautori della cucina chimico-innovativa.

ats/ansa
Continue Reading