Linguine al salmone e pomodori secchi per il Bianco Brut Conti di Buscareto

Eccomi con l’ultima ricetta prima della pausa estiva. Questa settimana vi parlo del vino che il sommelier Fernando ha trovato modo di farmi avere, nonostante tutti i suoi impegni.

Si tratta di un Bianco Brut dei Conti di Buscareto, un vino spumante, ottenuto da uve Verdicchio, raccolte a mano e vinificate in bianco con pressatura soffice e a grappolo intero e spumantizzato con metodo Charmat lungo. Un vino di colore giallo paglierino, con riflessi verdognoli e con un perlage fine e persistente (sintomo di ottima qualità). Il suo bouquet è fine ed elegante, con note di frutta a polpa bianca e fiori bianchi. Il sapore è secco, sapido e minerale.

L’azienda agricola Conti di Buscareto possiede vigneti per circa 70 ettari condotti direttamente con grande attenzione e perizia in funzione di vinificazioni sempre maggiori sotto il profilo quantitativo e selezionate sotto il profilo qualitativo. Rilevata l’attività di produzione di uva e di vinificazione di una locale e vecchia cantina, Conti di Buscareto ha iniziato, già da alcuni anni, un importante programma di ammodernamento sia dei vecchi impianti di vigneto che della cantina stessa. Da qui nascono vini pregiati come il Bianco Brut di cui parliamo oggi.

Con un vino di questo genere non potevo far altro che abbinare un buon pesce, così mi sono messa al lavoro e ho cominciato a sperimentare i gusti e gli abbinamenti, fino ad arrivare a quella che, secondo me, è stata la scelta migliore. Si tratta di un primo a base di salmone e pomodori secchi dal gusto delicato ma con note più decise date dai pomodori, che conferiscono al piatto il giusto carattere. Vediamo come ho fatto.

Tempo di preparazione: 20 minuti

Difficoltà: facile

Ingredienti (x 4 persone):

320 gr di linguine

400 gr di salmone in filetti

8 pomodori secchi

1 scalogno

100 gr di mascarpone

Vino bianco q.b.

Olio extravergine d’oliva q.b.

Sale q.b.

Pepe q.b.

 

Preparazione:

 

Pulite il salmone dalla pelle e dalle spine, quindi fatelo a tocchetti uniformi per dimensione. Pulite e affettate sottilmente lo scalogno.

In una padella capiente scaldate un filo d’olio e fare rosolare lo scalogno, quindi aggiungete il salmone e lasciate cuocere, girando di tanto in tanto per alcuni minuti. Aggiungete a questo punto i pomodori secchi tagliati a listarelle e lasciate cuocere ancora un paio di minuti. Sfumate con un bicchierino di vino bainco e, quando sia quasi completamente evaporato aggiungete il mascarpone e mantecate il sugo. Aggiustate di sale e pepe.

Nel frattempo fate cuocere le linguine al dente. Scolatele tenendo da parte un bicchiere dell’acqua di cottura. Ponete le linguine nella padella con il sugo e mantecate bene, aiutandovi, se necessario con un po’ dell’acqua di cottura della pasta. Servite caldo.

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Il mio gelato con briciole caramellate, pinoli e uva passa per l’MTC

Ebbene si, alla fine, dopo mille dubbi e tentennamenti, mi sono lasciata convincere da Ambra a partecipare all’Mtc e devo dire che la prima sfida, quella del mese di Luglio che mi si è presentata è stata parecchio stimolante, oltre che difficile. Già perchè fare un gelato senza gelatiera è una cosa che sinceramente mi lasciava perplessa. Complimenti a Mapi per l’idea! Così mi sono messa a pensare, fino a fondermi le rotelle, per partorire una ricetta che fosse degna di questo challenge così interessante. Trovata l’ispirazione sono iniziate le prove e alla fine, quasi allo scoccare del tempo massimo, ce l’ho fatta! E devo dire che sono rimasta davvero soddisfatta e colpita dalla bontà del gelato preparato in casa!

Vediamo come ho fatto; per la base ho utilizzato la ricetta del gelato alla vaniglia di Mapi e poi l’ho arricchito a mio gusto. Ecco a voi dosi e procedimenti:

Tempo di preparazione: 45 minuti + 6 ore di riposo e lavorazione

Difficoltà: media

Ingredienti (x circa 850 ml di gelato):

300 ml latte
400 g zucchero semolato
250 ml panna fresca
45-50 g tuorli (da 3 uova grandi)
1 baccello di vaniglia
150 gr di pane grattato (possibilmente fatto in casa)
3 cucchiai d’acqua
150 gr di pinoli
150 gr di uva passa ammorbidita nel latte
Procedimento:
Tagliate a metà il baccello di vaniglia e mettetelo in un pentolino insieme al latte e a 150 gr di zucchero. Mescolate per sciogliere lo zucchero, quindi trasferite sul fuoco e portate fin quasi a ebollizione. Togliete la pentola dal fuoco, coprite e lasciate in infusione per almeno 15 minuti per estrarre tutto l’aroma della vaniglia.
Nel frattempo montate i tuorli con altri 150 gr di zucchero finché il composto “scrive”.
Riportate il latte quasi a bollore e versatelo a filo sulle uova montate mescolando continuamente con una frusta. Versate  il composto in un polsonetto protetto da frangifiamma e fate addensare la crema inglese fino a quando non velerà il dorso di un cucchiaio e avrà raggiunto la temperatura di 85 °C. Toglietela immediatamente dal fuoco e immergete la base della pentola in una ciotola contenente acqua e ghiaccio mescolando continuamente. Nel caso in cui l’acqua si intiepidisse sostituitela con altra acqua fredda e ghiaccio per abbatterne rapidamente la temperatura. Quando la crema sarà fredda trasferitela in un barattolo a chiusura ermetica (lasciandoci ancora dentro il baccello di vaniglia) e fate riposare in frigo almeno un’ora (meglio se tutta la notte). Terminato il tempo necessario, estraete il baccello di vaniglia e aiutandovi con la lama di un coltello raschiate tutti i semini e mescolateli alla crema; unite la panna liquida al composto e amalgamatela.
Preparate il pan grattato caramellato. Sciogliete i 100 gr di zucchero rimanenti in un pentolino con i cucchiai di acqua, fino ad ottenere una consistenza sciropposa, quindi unitevi il pan grattato e mescolate per qualche secondo, fino ad ottenere dei grumi di dimensioni diverse. Ponete in un recipiente e fate raffreddare.
Trasferite il composto della base alla vaniglia in un contenitore basso, lungo e stretto munito di coperchio, Chiudete e riponete nella parte più fredda del freezer per 60-90 minuti. Trascorso questo tempo la miscela sarà ghiacciata sulla base e sui bordi, ma morbida al centro. Mescolatela molto velocemente con uno sbattitore elettrico per uniformarne la densità, poi riponetela nuovamente nella vaschetta livellandola bene e rimettetela in freezer. Ripetete il procedimento per altre 2 volte a intervalli di un’ora e mezza ciascuno; la terza volta amalgamate nel composto anche il pan grattato caramellato, i pinoli e l’uva passa ben sgocciolata dal latte; dopo la terza volta trasferite il gelato nella vaschetta che lo conterrà, preferibilmente in polipropilene e riempita fino a 6 mm dal bordo; coprite il composto con un rettangolo di carta forno fatto aderire alla sua superficie (per limitare la presenza di aria umida e impedire la formazione di fastidiosi cristalli di condensa sulla superficie), chiudete e riponete in freezer per 30-60 minuti per far raggiungere al gelato raggiungere la giusta densità. Prima di servirlo, passatelo in frigorifero per 20 minuti. Buon appetito!
Con questa ricetta partecipo a:
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Umak e I love Istria, ovvero guazzetto di calamaretti con penne risottate

Oggi vi racconto una storia..la storia di una regione a noi molto vicina, che addirittura è stata parte del terriorio italiano per un periodo dopo la prima guerra mondiale: l’Istria.

Un paese magnifico, culturalmente molto vicino all’Italia anche se fortemente contaminato dalla cultura croata. Soffermandovi in un  qualsiasi sito della penisola istriana potrete abbracciare con lo sguardo una moltitudine di paesaggi e di colori diversi, dal bianco candido delle vicine montagne, all’ondeggiare delle vigne e dei campi verdi, i colli e le vallate, i lembi di terra con uliveti e vigneti che si alternano, per raggiungere l’azzurro del vicino mare. Qui c’è uno stretto rapporto di legame e amicizia: la natura, i paesi, le persone.

La vita lungo la costa dell’Istria è da sempre legata al mare. I navigatori cercavano rifugio nell’abbraccio delle sue insenature, i pescatori hanno trascorso la vita intera rispettandone l’infinita distesa misteriosa, i viaggiatori hanno trovato nuovi amori nei suoi porti dove, soffermandosi un po’ ad ascoltare i pescatori che, mentre rattoppano le reti, raccontano le loro storie, potrete godere di ottimi cibi tradizionali e di un buon bicchiere di vino.

Da questa storia è nato il contest organizzato da Ambra e Claudia, in collaborazione con l’Ente Turismo Istria, con l’idea di far conoscere la cucina istriana a tutti noi. Una cucina semplice, molto simile a quella di tanti luoghi di mare delle nostre terre. Da qui nasce l’idea della ricetta che oggi vi propongo, un rivisitazione del tradizionale Umak, un guazzetto di crostacei o molluschi che tradizionalmente viene servito con polenta o con patate. In questo caso ho modificato l’accompagnamento, eliminando la polenta e aggiungendo un’ottima pasta risottata. Il risultato è stato davvero ottimo! Ma ora è il momento di raccontarvi la ricetta.

Tempo di preparazione: 20 minuti

Difficoltà: facile

Ingredienti (x 4 persone):

400 gr di calamaretti

240 gr di penne rigate

200 gr di polpa di pomodoro a pezzetti

1 bicchiere di vino bianco secco

200 ml di brodo vegetale

1 spicchio di aglio (possibilmente giovane)

prezzemolo q.b.

olio extravergine d’oliva q.b.

sale q.b.

 

Procedimento:

 

Pulite accuratamente sotto all’acqua corrente i calamaretti. Preparate un battuto fine di aglio e prezzemolo. In un tegame capiente fate scaldare l’olio, quindi aggiungetevi il battuto di aglio e prezzemolo. Lasciate insaporire per circa 30 secondi, quindi aggiungete i calamaretti, fateli rosolare per un paio di minuti a fuoco vivo, aggiungete il vino e il pomodoro, mescolate e fate ridurre di circa un terzo.

Mettete da parte i calamaretti con il loro sughetto e nello stesso tegame, con aggiunta di un filo d’olio, fate rosolare le penne. Vi accorgerete del momento in cui sono rosolate perchè toccandole con un dito le sentirete calde. Aggiungete nuovamente i calamaretti e il loro sughetto, fate ridurre il vino e portate a cottura aggiungendo poco brodo vegetale per volta, fino a quando la pasta non sarà pronta (ci vorranno circa 12-14 minuti). Mantenete il sugo leggermente lungo e impiattate nelle fondine. Buon appetito!

 

 

Con questo piatto pertecipo al contest de Il Gattoghiotto e VerdeCardamomo “I love Istria”

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AperiTò 2012!

Dal 21 al 24 Giugno a Torino l’aperitivo è diventato AperiTò!

Piazza Vittorio Veneto si è infatti trasformata in un grande bar all’aperto, dove tra eventi, degustazioni e laboratori tutti hanno avuto modo di conoscere un po’ più a fondo il rito dell’aperitivo, nato proprio a Torino 200 anni fa, quando Antonio Benedetto Carpano iniziò a produrre un vino bianco aromatizzato alle erbe e alle spezie, il Vermouth.

All’interno della manifestazione, parte degli eventi del Polo Didattico di AperiTò, si sono svolti sotto la supervisione di diverse blogger che hanno raccontato agli utenti del web 2.0 le fasi più importanti delle sessioni didattiche.

Nella giornata di giovedì ci ha pensato Ambra, venerdì è stato il mio turno insieme a Margherita, sabato quello di Valentina e Giovanni, poi Francesca e Alessia. Insomma un team pronto a rubare tutti i segreti di un buon aperitivo per raccontarli in rete.

Venerdì, come già detto siamo state io e Margherita le assistenti dei barman. E’ stata una sessione divertente ed interessante, suddivisa in due parti. Durante la prima abbiamo avuto modo di assistere ad una vera e propria cooking class dove i barman insegnavano ad allievi ed interessati di passaggio come creare dei cocktail a regola d’arte. In questa sessione il palcoscenico è stato tutto per i prodotti di Martini & Rossi, ormai immancabili in tutti i migliori aperitivi non solo in Italia ma nel mondo intero. Abbiamo così capito come realizzare un ottimo Torino-Milano, altrimenti detto Americano, qui proposto nella versione shakerata e senza selz, ovvero con la miscela in parti uguali di Martini Rosso e Martini Bitter, ghiaccio e una fettina di arancia. Ci è stato spiegato che, essendo un cocktail forte e importante (siamo a circa 18-20° di gradazione alcolica) è importante abbinarlo a appetizer semplici per evitare di mischiare sapori troppo forti.

E’ stata poi la volta di un classicissimo Cocktail Martini, quello di James Bond per intenderci. Si ottiene mescolando 8 parti di Gin e 2 di Martini Extra Dry. James Bond lo voleva mescolato e non shakerato e rigorosamente con l’oliva. In realtà è possibile abbinarlo praticamente ad ogni sapore..dall’oliva all’ostrica!

A seguire abbiamo avuto modo di assaggiare il cocktail creato appositamente per le nozze di Kate e William, il Martini Royale, un’epifania di sapori ottenuti dalla miscela Martini Bianco, Spumante Prosecco Martini, qualche goccia di lime e foglie di menta. Davvero fantastico!

La seconda parte del nostro lavoro (terribile eh, ma qualcuno doveva pur farlo, ehehe) si è svolta durante la presentazione di una nuova bevanda, lanciata sul mercato un anno fa dalla Zadi Drinks. Si tratta di “Hugo Prosejito“, una miscela già pronta di spumante, estratti di fior di sambuco e menta e concentrato di succo di limone.

E’ stata una vera scoperta. Lo abbiamo sorseggiato durante una chiacchierata con Stefan e Thomas, gli ideatori di questa bevanda che ci hanno spiegato che Hugo Prosejito è prodotto in maniera totalmente naturale e non contiene aromi, coloranti e conservanti. E’ stato creato proprio per consentire anche a chi non è un esperto in cocktail di godere del rito dell’aperitivo senza problemi. Basta stappare, versarlo in un calice panciuto con qualche cubetto di ghiaccio e alcune foglie di menta e il gioco è fatto! Altra cosa importante è la bassa gradazione alcolica, solo 5.9 gradi, che lo rendono adatto anche a chi non sopporta le alte gradazioni.

A questo punto il pomeriggio è purtroppo finito, lasciandoci però piene di entusiasmo e con mille idee in testa per i possibili abbinamenti da offrire ai nostri ospiti la prossima volta che decideremo di organizzare un aperitivo. Ormai i cocktail non hanno più segreti…o quasi!

Non mi resta che ringraziare Margherita, splendida compagna in questa avventura, Francesca Martinengo, addetta stampa e responsabile per gli eventi con le foodblogger, che mi ha dato modo di esserci, la Martini & Rossi, nella persona della Sig.ra Daniela Finello, e la Zadi Drinks che ci hanno dato la possibilità di provare i loro prodotti e di raccontarne la qualità a tutti voi. Un unltimo ringraziamento, ovviamente, a tutti coloro che ci hanno sopportate mentre giravamo, armate di smartphone, facendo foto a qualsiasi cosa ci paresse interessante.

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E’ in arrivo il Food Revolution Day anche a Torino!!

Noi foodblogger scriviamo normalmente delle nostre abitudini alimentari, di cosa ci piace e di quella che è la nostra personalissima filosofia in cucina. Si può quindi dire che abbiamo una certa influenza sul nostro pubblico, che ci segue e si interessa ai nostri consigli.

E allora perchè non farlo in maniera consapevole? Come? Consigliando ai nostri lettori come mangiare bene, in maniera “etica” (passatemi il termine ma calza a pennello), usando prodotti sani, di stagione, a Km 0, facendo capire alle persone che si può fare, basta imparare.

A questo proposito segnalo a tutti voi che il 19 maggio sarà il Food Revolution Day, un giorno in cui in tutto il mondo, nelle mense, nei parchi, nelle cascine, si farà qualcosa, per dimostrare che è fattibile partire dal basso per educare a mangiare bene, come è nella filosofia di Jamie Oliver, il famoso e geniale chef che tutti conoscono.

Oggi questo post vuole essere un altoparlante per gridare a tutti voi che anche a Torino ci si muoverà per il Food Revolution Day con una serie di eventi magnifici. Per maggiori informazioni vi rimando al sito di Marcela, ambasciatrice del Food Revolution Day a Torino.

Per gli eventi organizzati a Milano vi rimando qui. Se qualcuno di voi ha notizia di altre manifestazioni in giro per l’Italia, vi prego di farmelo sapere, così da poterle aggiungere alla lista.

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Aggiornamenti:

Per l’iniziativa di Bologna, vi rimando qui! Grazie a Pina per la segnalazione!

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