A volte ritornano…per restare…si spera…

Ebbene sì, rieccomi!

E’ passato più di un anno da quando ho fatto la mia ultima comparsa su queste pagine ma un motivo c’è, eccome!

Per farla breve, la mia vita è totalmente cambiata, sia a livello privato (ma questa è un’altra storia), sia, soprattutto, a livello professionale. Già, perchè adesso posso dire che ce l’ho fatta! Ho fatto il salto…son passata dall’altra parte della barricata…insomma, mettetela come volete, ho trasformato completamente, una passione in lavoro!

Andiamo per gradi…qualche anno fa, come qualcuno già sapeva, avevo iniziato a lavorare nel settore food, come personal chef e con piccoli catering; nel 2012 approdai da Rossorubino, enoteca con cucina, con cui iniziai a collaborare. Nel mese di luglio dello scorso anno però ecco la vera svolta. Marcello Trentini, chef stellato e patron del Ristorante Magorabin, mi chiamò per un colloquio di lavoro, per testare la mia idoneità ad entrare nell’organico della sua enoteca. Dalla settimana successiva inizia così la mia avventura nella cucina dell’Enomagoteca e da quel momento son sparita dalla circolazione. Il motivo è presto spiegato: lavoro per 11 ore al giorno in una cucina e, nel mio giorno e mezzo di riposo, la voglia di cucinare a casa si riduce ai minimi termini. E’ stato un anno impegnativo, quasi massacrante, che mi ha tagliata fuori dalla “società” e che mi ha visto lottare con le unghie e con i denti per dimostrare quel che valgo, fino ad ottenere i primi riconoscimenti, ma non è ancora finita!

Ad oggi un nuovo progetto sta prendendo forma, per cui ho deciso di tornare a scrivere, di ritagliarmi un piccolo spazio tutto mio in cui, perchè no, raccontare a tutti voi qualche trucco imparato al ristorante, illustrare le ricette più interessanti e così via…

Un’ultima cosa…per chiunque decidesse di provare a trasformare la passione in mestiere, attenti! Non è un gioco e non assomiglia per niente alle amenità che si vedono in televisione. La cucina vera è sacrificio, passione, sangue, sudore e voglia/capacità di rinunciare a tutto quello che non è cucina e lavoro!!!!

See you soon!!!

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#albeinmalga e l’alpeggio prende vita

Vi piacerebbe imparare a mungere una mucca? O ancora imparare come si fa il formaggio con i metodi antichi? Salire al pascolo, riconoscere i germogli delle erbe spontanee e ascoltare le storie e i racconti dei protagonisti della malga?

Nei mesi di luglio e agosto sarà possibile, grazie ad una iniziativa dell’Ente Turismo Trentino. Infatti tutti i sabati di questi due mesi una quindicina di malghe apriranno le porte al mondo esterno, facendo conoscere i passi per la produzione di formaggi d’alpeggio straordinari. Ogni alba sarà speciale perchè oltre a seguire la filiera del latte per intero, ci sarà la possibilità di fare un’escursione insieme a guide alpine o accompagnatori di territorio lungo percorsi naturalistici.

Foto visittrentino.it

Personalmente avrò la fortuna di assistere a tutte queste fasi sabato 6 luglio, alla Malga Trenca, a Roncegno Terme, in Val Sugana. La giornata inizierà prestissimo, alle 5.00 del mattino, quando ci ritroveremo tutti al Rifugio Serot, da dove partirà l’escursione che ci porterà, dopo circa un’ora di cammino, alla Malga Trenca. A questo punto ci si dovrà mettere al lavoro, recuperando gli animali dal pascolo e preparandoli alla mungitura, dando da mangiare a capre e pecore e riordinando la stalla. Terminati questi lavori, Vito, il malgaro, ci insegnerà come produrre il formaggio secondo metodi antichi; a seguire un’abbondante colazione a base di prodotti tipici del luogo e con i prodotti della malga ci rifocillerà e ci delizierà. Alle 10 circa saremo liberi di girare con il naso all’insù per la vallata, scoprendo le meraviglie della Val Sugana.

Foto visittrentino.it

Allora…vi ho un po’ incuriositi? Se la risposta è si informatevi subito qui e prenotate la vostra #albainmalga! Io vi aspetto il 6 luglio!!

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#e tu di che TORINO sei?

Quest’oggi non intendo inserire ricette ma solo un paio di anteprime. Perchè? Perchè voglio che prima di leggere e sperimentare, assaggiate in prima persona queste preparazioni, che avrete modo di degustare prestissimo!!!

Ma andiamo con ordine…di cosa sto farneticando questa volta?

Di una meravigliosa iniziativa del Birrificio Torino, organizzata in collaborazione con Turismo Torino e Provincia, GTT – Torino CitysightseeingEDT-Extratorino, oltre che con la collaborazione tecnico-pratica mia (e del mio alter ego alcolico, Fabio, metà di questo blog) e di Ambra, per quanto riguarda la parte food.

Sto parlando dell’anteprima del contest “#e tu di che TORINO sei?”, pubblicizzata tramite Gnammo. Giovedì 30 maggio, alle ore 19.30, partirà un tour in cinque tappe dei luoghi significativi del centro storico di Torino; ad ogni tappa, una degustazione di birra e tapas ad hoc, allieterà tutti i partecipanti.

Per approfondire tutti i particolari e per iscrivervi cliccate qui e vi si svelerà un mondo, menu compreso! Ed ora qualche foto, tanto per stuzzicare il vostro palato…ovviamente vi aspetto!!!!

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Ravioloni patate e porri e il primo abbinamento (Di)vino

Eccomi di nuovo a voi e questa volta non sono da sola! No, perchè oggi inizia ufficialmente la collaborazione di cui vi ho parlato qui. Ci è voluto un po’ di tempo per organizzare le cose al meglio ma alla fine eccoci qui, insieme, a creare nuove suggestioni enogastronomiche.

Per iniziare al meglio la scelta è ricaduta su un primo piatto, ovviamente di pasta fatta in casa, ovviamente con prodotti stagionali e poveri. Parliamo di pasta all’uovo, patate, porri e parmigiano. Insomma, di ingredienti che tutti noi possiamo facilmente reperire e che, miscelati con la giusta perizia, daranno vita ad una pasta ripiena a dir poco sensazionale.

I sapori che si fondono in bocca sono perfettamente bilanciati tra loro, il porro perde parte  del suo sapore forte mentre brasa, conferendo all’insieme quella marcia in più. I sapori speziati che derivano da noce moscata e pepe poi rendono tutto talmente profumato ed intenso che è assolutamente impossibile resistere; Note di testa date dal timo, che rende delicato il tutto, dando vita ad un piatto con un aroma piacevolmente fresco e leggero.

Sulla base di queste sensazioni olfattive e gustative Fabio, il mio alter ego per quanto riguarda i vini, ha deciso il suo abbinamento (di)vino, consigliato per creare la migliore suggestione sensoriale possibile.

Ora però veniamo alla ricetta e all’abbinamento di questa settimana.

 

Tempo di preparazione:  30 minuti + 1 ora di riposo

Difficoltà: media

Ingredienti (x 4 persone):

Per la pasta

300 gr di farina di grano tenero 00

3 uova

1 cucchiaio di olio

1/2 cucchiaino di sale

1 cucchiaio di acqua secondo occorrenza

Per il ripieno

250 gr di patate lessate e schiacciate

50 gr di porri brasati e tritati

100 gr di parmigiano reggiano

1 pizzico di noce moscata

timo fresco a piacere

sale q.b.

pepe q.b.

Per il condimento

150 gr di burro

120 gr di parmigiano reggiano

 

Procedimento:

 

Preparate la pasta. Setacciate la farina sul piano di lavoro, fate la fontana, aggiungetevi al centro le uova, l’olio e il sale.

Sbattete gli ingredienti usando una forchetta, quindi incorporatevi un po’ di farina dal bordo. Con un movimento circolare incorporate sempre più farina dal bordo fino al formarsi di un impasto denso.

Con entrambe le mani distribuite la farina del bordo uniformemente sopra l’impasto, operando dall’esterno verso l’interno, quindi incorporatela uniformemente. Se l’operazione dovesse risultare difficoltosa incorporate un po’ d’acqua.

Ripiegate la pasta e impastatela energicamente col palmo della mano. Proseguite fino al formarsi di un impasto liscio e compatto. Copritelo con la pellicola trasparente e fatelo riposare fuori frigo per 1 ora.

Preparate il ripieno. Amalgamate tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto omogeneo. Regolate di sale e di pepe e tenete da parte.

Terminata l’ora di riposo, prendete un pezzo della pasta precedentemente preparata e tiratela ad uno spessore di circa 2 mm. Tagliate quindi delle strisce di circa 10 cm di larghezza e ponete un cucchiaino dell’amalgama di porri e patate ad intervalli regolari al centro dell’impasto. Ripiegate la pasta su se stessa in modo da far combaciare i bordi, quindi premete delicatamente intorno alle palline del ripieno, fino a far fuoriuscire tutta l’aria, quindi premete bene per sigillare e tagliate con una rotella tagliapasta.

Sbollentate i ravioli per 3-4 minuti in acqua bollente salata e nel frattempo, in un tegame capiente, sciogliete il burro e fatelo dorare leggermente. Con l’aiuto di una schiumarola scolate i ravioloni, adagiateli nel tegame e fateli saltare per un paio di minuti.

Impiattate, spolverizzate con abbondante parmigiano reggiano e servite caldi. Buon appetito!

Un abbinamento Divino

Piatto semplice ma ricco di sentori, le cui spezie armonizzano i singoli elementi, indubbiamente il formaggio aumenterà la sapidità e il burro la succulenza. Sono questi i due elementi su cui abbinerei principalmente il vino che sarà bianco  fermo e con un certo carattere, uno chardonnay che non sia troppo giovane meglio se dell’anno non in corso. Lascerei che il reparto aromatico del piatto mantenesse la scena, con questo non andrei su chardonnay eccessivamente vanigliati o con sentori di  frutta matura  ma con bouquet floreali e sentori un po’ più minerali…..

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